ARTE E CREATIVITA'

il gioco della mente e del corpo con la materia
per costruire
forme sempre nuove
e messaggi sempre diversi
per imparare
l'arte di vivere
Visualizzazione post con etichetta arteindiretta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arteindiretta. Mostra tutti i post

mercoledì, maggio 27, 2026

ALLA GRANDE BESTIA 666 La magia nera nell'arte al Museo dell'Eros a Bagheria da sabato 27 giugno

 





Sabato 27 giugno Piero Montana presenta le sue incursioni dell'arte nei territori proibiti e mai esplorati della magia nera e della stregoneria.

La sua mostra, Alla Grande Bestia 666 Alias Aleister Crowley- La magia nera nell'arte, con la partecipazione degli artisti Filippo Bordonaro, Lorenzo Guzzo, Tommaso Serra é senz'altro un evento culturale inedito, ispirato dai versi di Baudelaire:

"Plonger au fond du gouffre Enfer ou Ciel qu'importe?

Au fond de l'Inconnu pour trouver du nouveau!"

(Immergersi nel fondo dell'abisso Inferno o Cielo che importa?

 Nel fondo dell'Ignoto per trovare del nuovo!)

Per i giornalisti la mostra potrà essere vista giorno 25 giugno alle ore 10,30. nel locali del Museo dell'Eros a Bagheria.


Piero Montana 

Cell. 3886416109

giovedì, maggio 14, 2026

OmoGirando Albano Laziale : da Villa Ferrajoli alle Catacombe di San Senatore (Domenica 24 maggio p.v.)

 

‍Carissimɜ OmoGiranti

 

Domenica 24 maggio ai Castelli Romani è stata organizzata la visita OmoGirando Albano Laziale 2, da Villa Ferrajoli alle Catacombe di San Senatore


Torniamo ad Albano Laziale per una seconda passeggiata, che questa volta comprenderà il Rione La Stella. Partendo dal museo toccheremo alcuni monumenti più o meno famosi, come il recentemente restaurato Sepolcro degli Orazi e dei Curiazi, e termineremo il nostro tour esplorando le catacombe di San Senatore. Nella nostra passeggiata parleremo anche di un personaggio che in un momento storico impesabile travalicò i confini di genere pur di seguire le proprie aspirazioni! 


Raccomandiamo di leggere accuratamente le norme di partecipazione nel sito.


INFO E PRENOTAZIONI

https://omogirando.jimdofree.com/le-prossime-uscite/

 

giovedì, dicembre 12, 2024

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI PIERO MONTANA “ERESIA E MAGIA NELL’OPERA EROTICA DI RANIERO ALLIATA DI PIETRATAGLIATA PRINCIPE DEL SACRO ROMANO IMPERO”


SABATO 14 DICEMBRE ALLE ORE 17,30

 CENTRO D’ARTE E CULTURA “PIERO MONTANA”

BAGHERIA (PA)



 Sabato 14 dicembre alle ore 17,30 nei locali del Centro d’Arte e Cultura “Piero Montana”, siti in via Bernardo Mattarella n 64 a Bagheria (Palermo) sarà presentato dal prof. Tommaso Romano il libro di Piero Montana "Eresia e magia nell’opera erotica di Raniero Alliata di Pietratagliata Principe del Sacro Romano Impero".

Se già dell’Alliata si avevano sue notizie biografiche nel libro "Il principe mago" di Ben Parodi riguardo alle sue incursioni nell’occulto (sedute spiritiche e trance medianiche), é invece alla produzione artistica, consistente per lo più in tempere, disegni e tecniche miste, che si viene a soffermare l’attenzione di Piero Montana, che non è alla sua prima esperienza per quanto riguarda una indagine accurata sul mondo della magia e del mistero, avendo già scritto dei libri a riguardo, nell’occuparsi, in particolar modo, degli elementi alchemici ed esoterici di Villa Palagonia.

Ebbene nelle opere pittoriche e grafiche dell’Alliata, pregne di un gioioso erotismo, Montana, in un’analisi assai dettagliata di esse, scopre un universo magico, completamente obliato ai giorni nostri, ma tuttavia ancora superstite nella cultura di Raniero Alliata, ultimo discendente di una delle famiglie più nobili di Sicilia, i cui primogeniti potevano vantarsi di portare il titolo regale di Principi del Sacro Romano Impero.

L’universo magico che l’autore del libro scopre nell’opera pittorica e grafica dell’Alliata non è solo il mondo di una magia rinascimentale, quella per intenderci di Cornelio Agrippa e Giordano Bruno, la cui magia matematica in tale opera è visibilmente preponderante, ma pure l’universo ancora più antico di una religione assai impregnata di mistero: quella gnostica.

Allo gnosticismo ed in particolare a quello cristiano, come ci dice lo storico delle religioni, Mircea Eliade, si deve infatti l’importanza che la figura dell’androgino aveva per una tale religione.

L’ artista Alliata nel concentrare tutta la sua attenzione su tale figura, diversamente da quanti altri prima di lui si erano occupati dell’androgino, riscopre in esso la sua fondamentale natura, mai prima d’ora rimarcata, quella propriamente magica, seppure già messa in evidenza nel Vangelo di Tommaso.

E’ infatti in questo Vangelo che Gesù rivolto ai suoi discepoli afferma (logion 106) che quando i due, il maschio e la femmina, saranno uno, questi avrà pure il potere con la sua volontà di spostare una montagna.

E’ solo da una pienezza d’essere che può infatti per gli gnostici traboccare tutta la sua energia. 

Avendo preso conoscenza di ciò l’Alliata verrà a popolare lo spazio della sua arte di soli corpi androgini.

Ma se l’androgino è solo un essere mitico, di cui al presente l’uomo non è che la testimonianza parziale e frammentaria, come attingere alla sua magia? 

La magia matematica di Bruno verrà in aiuto all’Alliata. La magia matematica infatti, essendo intermedia tra le cose mondane e quelle sovrannaturali, con i suoi numeri e le sue figure può rapportarci a queste in tutta la loro potenza.

Mediante il numero, considerato nella sua essenza pitagorica ossia qualitativa, il mago può infatti pervenire alla realtà che viene di fatto a costituire. Così che il numero cinque, composto dal primo numero pari il 2, considerato dai pitagorici, femmina, e dal primo numero dispari, il 3, considerato dagli stessi, maschio, essendo la mescolanza dei due generi, nella sua essenza può rapportarci al mitico androgino.

Del cinque tuttavia Agrippa, e con lui Bruno, dicono, che è un numero di non poca virtù, perché una maggiore virtù la si può riscontrare in una sua addizione o moltiplicazione per 2, che dà il 10, il numero universale, che viene a costituire tutti i numeri e le realtà che da loro derivano. 

L’Alliata pertanto nella sua arte non farà altro che rappresentare figurativamente la realtà di tali numeri androgini nonché delle loro addizioni o copule, ed ancora delle loro moltiplicazioni all’interno dello spazio di un’opera, che pertanto viene a configurarsi come base di un’operazione di alta magia.

L’androgino, secondo Montana, costituisce per l’Alliata sì il fine di un processo di individuazione mirato ad una completezza d’essere, ma pure essenzialmente mirato alle potenzialità magiche che da essa possono scaturire.

Le figure androgine di tutte le sue opere non sono pertanto, in base a tale interpretazione, che figure di un tale disegno magico, coltivato in un mondo, il nostro, in cui però con l’antica magia è scomparso l’anelito dell’uomo a superare le proprie condizionalità e i propri limiti.

A questa interpretazione strutturale delle opere dell’Alliata, Montana nel suo libro aggiunge altre considerazioni, che hanno però un unico denominatore comune, quello di considerare un errore grossolano venirsi a soffermare su una visione prettamente naturalistica delle figure ivi rappresentate.

Montana in tale suo libro piuttosto ribadisce che l’androgino raffigurato nei suoi dipinti dall’Alliata non va confuso con l’ermafrodito, che di esso sarebbe invece la caricatura.

In quanto figura mitica e non reale essa va vista come un modello metafisico della pienezza d’essere e della gioia, sentimento assai distinto dal piacere, che in tale pienezza si viene ad esprimere.

Per quanto infine riguarda l’aspetto prettamente artistico dell’opera dell’Alliata, Montana fa notare che, nella crisi dell’immagine dell’uomo che  caratterizza tanta figurazione moderna e contemporanea, la figura dell’androgino esente da ogni  deformazione e sfigurazione, è la sola che dell’essere umano propone invece l’immagine davvero integrale, quella di un uomo non più scisso, non più frammentato e solo in tale frammentazione del tutto deturpato.








venerdì, dicembre 06, 2024

CINZIA FARINA : "Le parole e le cose" dal 7 dicembre prox al Centro d'Arte e Cultura PIERO MONTANA

 





MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA
LE PAROLE E LE COSE
DI CINZIA FARINA
SABATO 7 DICEMBRE ORE 17,30
CENTRO D’ARTE E CULTURA “PIERO MONTANA”
VIA BERNARDO MATTARELLA N 64
BAGHERIA (PA)
DAL 7 AL 28 DICEMBRE 2024
TUTTI I GIORNI (COMPRESI I FESTIVI) DALLE 17 ALLE ORE 20
CELL. 3886416109
Email: montana.piero@libero.it



Sabato 7 dicembre alle ore 17,30, nei locali del Centro d’Arte e Cultura “Piero Montana, siti in via Bernardo Mattarella n° 64 a Bagheria (PA), sarà inaugurata la mostra d’arte contemporanea Le parole e le cose di Cinzia Farina. 
Definire l’opera di questa artista assai singolare è un compito assai arduo. Le sue opere infatti sono contrassegnate da un linguaggio elusivo, che sfugge ad ogni classificazione.
Inquadrarla pertanto in questo o quell’ambito della ricerca dell’arte contemporanea è di certo un errore assai grossolano.
Essendo un tale linguaggio essenzialmente poetico è difficile definirlo, anche quando, nel migliore dei casi, lo si viene ad inquadrare nell’ambito della poesia visiva.
E’ dunque un linguaggio quello dell’opera di Farina che merita un’attenzione particolare, l’attenzione di un intimo coinvolgimento nell’ascolto del nuovo, che dal suo cuore, il centro dello spazio dell’opera, viene a proporci con immediata (senza alcuna mediazione) sincerità e modestia.
Ecco allora che mettersi all’ascolto di un tale linguaggio non significa prestare attenzione solo alle parole o alle lettere che lo costituiscono, giacché l’operazione che essenzialmente nella sua opera Farina viene ad attuare non è altro che un coniugare il Verbo alla materia, alle cose di cui essa è composta, e questo coniugare, a sua volta, non è che il tessere la trama di un linguaggio rammemorante.
L’opera di questa nostra artista si contraddistingue per la sua poesia. Ma la sua non è che la poesia del cuore, degli affetti che ancora ci legano a degli oggetti usurati e dismessi, sia che si tratti di vecchi tessuti, di carte ingiallite e un tempo preziose, sia che si tratti persino di vecchi chiodi arrugginiti, che per caso non sono finiti nella spazzatura, nonché ancora di altri materiali, nei quali il tempo trascorso ha lasciato tracce indelebili.
Ebbene sono queste le cose di cui l’artista si serve nel comporre l’intima poesia che contraddistingue la sua opera. 
La presenza di questa materia nella sua arte non va confusa con l’usurpazione dell’oggetto nello spazio dell’arte contemporanea. 
L’oggetto da Farina impiegato é ad ella affettivamente legato, ed è questa intima affettività che viene proiettata nello spazio dell’opera, mentre nel contesto delle ultime mode dell’arte contemporanea è l’oggetto anonimo, freddo e seriale che viene ad occupare tutto il suo spazio, estromettendo da essa quel che solo dovrebbe costituirla: la centralità (il cuore) del suo operatore.
L’opera di Farina è dunque una testimonianza significativa nonché preziosa, nel nostro tempo, di una resistenza alle mode imperanti, che di esso incarnano solo lo spirito razionalista, freddo e materiale, negatore di quel che dovrebbe ritenersi più caro: la poesia degli affetti e dei ricordi, la semplice poesia del nostro cuore.

CENTRO D’ARTE E CULTURA “PIERO MONTANA”





giovedì, ottobre 17, 2024

inaugurazione mostra d’arte AD HOC - QUADRO ALTERNATIVO ALLA REIFICAZIONE DEL CONTEMPORANEO

 AD HOC

QUADRO ALTERNATIVO ALLA REIFICAZIONE DEL CONTEMPORANEO

SABATO 19 OTTOBRE ORE 17,30


CENTRO D’ARTE E CULTURA “PIERO MONTANA”

BAGHERIA


In occasione della presentazione da parte del professore Tomaso Romano del libro di Piero Montana "dall’Inespressionismo all’Arte bionica- Appunti di una visione ateologica dell’arte contemporanea”, nei locali del Centro d’Arte e Cultura “Piero Montana”, siti in via Bernardo Mattarella n 64 a Bagheria (PA), sarà pure presentata la mostra “Ad hoc-Quadro alternativo alla reificazione del contemporaneo”. 

Gli artisti espositori sono i seguenti: Nuccio Squillaci-Lillo Giuliana- Mario Liga, Giovanni Castiglia, Cinzia Farina, Marco Danese, Chicco Carrega, Filly Cusenza.

L’autore del libro, che è anche un gallerista ed un critico d’arte, con questa mostra intende offrire un’alternativa alle operazioni “artistiche” nell’ambito del desolante quadro generale proposto dalle ultime tendenze dell’arte contemporanea: l’Inespressionismo e l’Art Post-Human, da cui deriva l’attuale arte bionica e post-antropocene.

Tendenze artistiche che sono state oggetto di critica assai negativa nel saggio sopradetto.

Contro la condanna a morte dell’arte operata dalla sua attuale reificazione ossia dalla sua riduzione ad oggetto anonimo e seriale ed ancora ad oggetto tecnologico, derivante dallo sviluppo di un pensiero tecnico-scientifico, che oggi giunge alle sue estreme e nefaste conseguenze con l’invadere financo lo spazio dell’arte, Montana con questo suo ultimo libro ma pure con questa mostra allestita “ad hoc” propone invece una sua possibile nonché reale alternativa vitale.

Le opere infatti di questa mostra materialmente hanno radici non nelle cose fredde ed inanimate ma nella terra, unica e vera fonte di vita.

Una vita che prende corpo e si sviluppa nell’utero della donna ed è nutrita dal suo seno.

Una vita destinata a veleggiare nel mare aperto, ora tranquillo ora inquieto, dell’esistenza. Una vita dunque esistenzialmente illuminata da squarci di luce nel buio profondo che l’avvolge ma soprattutto illuminata dalla parola inaugurale ed incontaminata, che riposa nel grembo dell’Essere.


CENTRO D’ARTE E CULTURA “PIERO MONTANA”

CELL. 3886416109






martedì, maggio 28, 2024

Festival Città Foresta - Le Cosmicomiche - 2024

 

ESTATE ROMANA
Festival Città Foresta - Le Cosmicomiche


17 giugno - 27 settembre 2024
Corviale, Labaro, Trullo, Laurentino 
e Tufello

 

Museo delle arti

 



17 giugno - 27 settembre 2024
Corviale, Labaro, Trullo, Laurentino 
e Tufello

I laboratori sono gratuiti con prenotazione obbligatoria
 
Cari amici e amiche,
siamo felici di annunciare il ritorno del Festival Città Foresta, giunto alla sua terza edizione! Dal 17 giugno al 27 settembreRoma sarà il palcoscenico di questa straordinaria iniziativa, ideata da Benedetta Carpi De Resmini e curata da Latitudo Art Projects.

Per 16 giornate, cinque quartieri romani – CorvialeLabaroTrulloLaurentino e Tufello – si animeranno con laboratori artistici itineranti di arte partecipata. Questo festival unico mira a creare una nuova narrazione ambientale e a sensibilizzare sull'importanza delle aree verdi nelle nostre comunità urbane. Città Foresta - Le Cosmicomiche trasformerà la città in uno spazio di connessione tra umanità e natura, offrendo un'esperienza coinvolgente e gratuita per tutti.

Durante il festival saranno con noi gli artisti:

  • Filippo Riniolo con Riciclo Comico | Laboratorio di riciclo
  • Jacopo Natoli e Danilo Innocenti con Giro Comico | Laboratorio di disegno collettivo
  • John Cascone con Suoni Comici | Laboratorio sonoro
  • Gaia Scaramella con Bellimbusta Comici | Laboratorio di marionette
  • Isabella Mancioli e Luis Do Rosario con Foto Comiche | Laboratorio di fotografia
  • URKA con Poster Comici | Laboratorio di Poster Art
e le associazioni:
  • VIVIAMOLAq con Luoghi Comici | Laboratori di immaginazione urbana
  • Pontedincontro con Radio Comica | Laboratorio radiofonico.

 


I primi incontri si terranno dal 17 al 19 giugno dalle ore 16:30 alle 19:30 nel quartiere Corviale.

L'evento finale si terrà venerdì 27 settembre alla Biblioteca Laurentina dalle ore 18:00 alle ore 21:00.

Il progetto è vincitore dell'Avviso Pubblico biennale "Estate Romana 2023-2024" di Roma Capitale

 


venerdì, febbraio 02, 2024

OmoGirando il Lazio a febbraio



OmoGirando la catacomba ebraica

Domenica 11 febbraio a Roma ci sarà la visita guidata LGBTQIA+ friendly OmoGirando la catacomba ebraica di Vigna Randanini!

 

Questa volta vi proponiamo un'apertura straordinaria, fuori dai normali circuiti turistici! Vigna Randanini è un appezzamento di terreno tra l'Appia e la Pignatelli che nasconde un tesoro sotterraneo poco conosciuto: le catacombe ebraiche! A Roma sono pochissime le catabombe relative alla comunità ebraica delle origini, che presentano peculiarità e problematicità non del tutto comprese dagli archeologi. Esploriamo insieme i due livelli di questo ipogeo illuminati solo dalle nostre torce.

 

OmoGirando Vigna Randanini

Appuntamento: Domenica 11 febbraio alle ore 14:30 a San Sebastiano (vi daremo indicazioni)

 

Massimo 15 persone.

 

Costi: contributo guida + apertura catacomba € 20,00 

 

Difficoltà visita: LEGGERMENTE IMPEGNATIVA

 

Prenotazioni obbligatorie entro il 10 febbraio, salvo esaurimento posti.

 

 

Note:

●  Visita sconsigliata per chi soffre di claustrofobia

●  Venire muniti di la torcia elettrica.

●  L'Appia è servita dai bus 118 o 218.

●  Consigliati abiti sporcabili e macchina fotografica.



Ospedale di Santa Maira in Cappella

Domenica 25 febbraio a Roma ci sarà la visita guidata LGBTQIA Friendly OmoGirando il complesso di Santa Maria in Cappella!

 

Dopo tanti anni torniamo nel cuore medievale e rinascimentale di Trastevere, alla chiesetta di Santa Maria in Cappella e ai suoi edifici annessi. Scopriremo storie che sanno di antichi porti, di ospedali, di reliquie e di giardini segreti!

Santa Maria in Cappella

 

Appuntamento: Domenica 25 febbraio alle ore 11:00 a Santa Maria in Cappella (vi daremo indicazioni)

 

Massimo 35 persone.

 

Costi: contributo guida (con radioguide) € 12,00 (gratis per bambini fino a 12 anni) + ingresso museo € 5,00 

 

Difficoltà visita: FACILE

 

Prenotazioni obbligatorie entro il 24 febbraio, salvo esaurimento posti. 

 

Note:

●  ●  Il complesso è raggiungibile con gli autobus linee 23, 44 e 280 e con i tram linee 3 ed 8.

●  La visita terminerà circa alle 13:00.

●  Consigliate scarpe comode e macchina fotografica!

 

Per partecipare contattare Vincenzo      cell +39 3393224349    email info@omogirando.it

giovedì, settembre 28, 2023

L'Art Hotel Atelier sul Mare, l'Albergo-Museo a Castel di Tusa chiude ?

 


Un Hotel unico al mondo, Centro d'Arte e Opera d'Arte esso stesso, l'Albergo-Museo  ATELIER SUL MARE  è finito  nel mirino della burocrazia e dei NAS.


Antonio Presti dopo un controllo dei NAS decide di chiudere l'albergo/museo Atelier sul Mare

Dopo il restauro della Porta della Bellezza e la realizzazione della monumentale Porta delle Farfalle (progetto che ha trasformato il cavalcavia che divide il quartiere periferico di Librino, a Catania, in una galleria d’arte a cielo aperto), Antonio Presti ha deciso di istituire anche la Triennale Della Contemporaneità, una rassegna d’arte in collaborazione con le Università, i Licei Artistici e le Accademie locali, le quali potranno progettare venti stanze dell’Atelier sul Mare. 
Così facendo, le 40 camere dell’albergo-museo (di cui venti sono opere d’arte firmate da artisti internazionali, tra cui Mauro Staccioli, Hidetoshi Nagasawa e Mario Ceroli) avrebbero continuato a essere un luogo di sperimentazione per le nuove generazioni di artisti, se Presti non avesse incontrato l’ennesimo “problema” burocratico. 

Dopo quarant’anni, sentire ancora la parola ‘abuso’ per un mio progetto culturale che (come sempre) unisce etica ed estetica è stato un duro colpo” 
così parla Antonio Presti, intercettato da Artribune. 
“Io non discuto sulle norme, assolutamente, infatti ho subito cercato di porre rimedio. Ma ciò che mi ferisce è la solitudine da parte delle istituzioni, dopo una vita spesa per la cultura, per l’arte e per la Sicilia. Ad oggi, non mi sento di espormi rispetto le sorti di Atelier sul Mare, non sono ancora certo se continuerò l’attività o se chiuderò”.

 Un limbo nel quale aleggia anche il nuovo progetto di Presti, che aveva come sede proprio l’albergo – museo. 
La Triennale Della Contemporaneità è il futuro” rassicura il mecenate, “se la sede non dovesse più essere l’Atelier sul Mare, il progetto si potrà spostare a Librino, nell’ambito di ‘Opera Librino’, oppure al Parco delle sculture di Fiumara d’Arte, ma sicuramente non verrà abbandonato”. 

domenica, marzo 19, 2023

Performance di FIlippo Riniolo a AlbumArte (Roma) Martedì 28 Marzo ore 18:30

 

A crown upside down
Una corona a testa in giù

Performance di Filippo Riniolo con Francesco Marsili

Martedì 28 marzo 2023 ore 18:30

AlbumArte | Via Flaminia 122, Roma

A crown upside down

 


A crown upside down
Una corona a testa in giù
Performance di Filippo Riniolo con Francesco Marsili
Martedì 28 Marzo 2023 ore 18:30 (una performance)
AlbumArte
Via Flaminia 122, Roma
 
Partner: UltraQueer di TWM factory
 
 
(English below) 🇬🇧
 

AlbumArte, centro di produzione artistica indipendente, presenta la live performance A crown upside down - Una corona a testa in giù, di e con Filippo Riniolo, con la partecipazione di Francesco Marsili. Martedì 28 marzo 2023 ore 18.30

In Italia il percorso di transizione di genere prevede sia una lunga terapia psicologica che endocrinologica. Il momento più spiazzante arriva però quando, una volta conclusi tutti i passaggi obbligatori, si procede alla richiesta del cambio di identità nei documenti, per il quale l’iter burocratico prevede che un giudice del tribunale civile, debba procedere a riassegnare giuridicamente il genere del richiedente. Il giudice in questo caso però non si limita solo a prendere atto del percorso e della richiesta del soggetto, ma anche ha il potere di stabilire “discrezionalmente” se la persona è “abbastanza maschio” o “abbastanza femmina” per poter ottenere questa riassegnazione. 

Nel caso di un uomo nato biologicamente donna, il giudice, non potendo per legge chiedere al soggetto di spogliarsi, può valutare il passaggio al genere maschile, prendendo in considerazione un elemento sessuale secondario come la barba e, in assenza di un viso adeguatamente barbuto, potrebbe rigettare la domanda.

Il primo paradosso è che non tutti i maschi cisgender hanno la barba folta e molti di loro se dovessero essere valutati in base a quella particolare caratteristica non è detto che avrebbero riconosciuto il genere che gli è stato attribuito alla nascita. È quindi decisamente anacronistico chiedere alle persone non cisgender di dover passare da uno stereotipo di genere ad un altro, senza permettergli di situarsi in una delle tante sfumature che il genere ha. 

Questa cristallizzazione della dicotomia “maschio/femmina” ha la precisa funzione di ribadire il dominio del maschile. Il patriarcato ha determinato i generi utilizzando innumerevoli simboli e ad uno (il maschile) ha attribuito tutti gli elementi della forza e all’altro (il femminile) tutti gli elementi della debolezza, della fragilità e della volubilità.

Durante la performance, il giorno in cui è prevista la sentenza del giudice per stabilire se Francesco sia degno di essere maschio nei documenti, l’artista Filippo Riniolo, che a questa simbolica corona virile non tiene affatto, la dona al suo amico. Per gioco ma non per finta. Come se il maschile fosse la barba. Come se il genere si potesse passare o donare. 

L’artista crea così una performance ironica dove l’imputato in attesa di giudizio diventa il patriarcato.

Un ringraziamento speciale a Paola Ugolini e Pietro Gaglianò per il dialogo fertile e generativo senza il quale non esisterebbe questo lavoro. Grazie a Ultraqueer di TWM Factory per il sostegno.


lunedì, ottobre 03, 2022

Tra i pezzi forti della Galleria dell’eros “Piero Montana” a Bagheria

Nella mostra 

“Galleria dell’eros Piero Montana-Nuove acquisizioni” 

nell'ottobre 2019 esposero 28 artisti con più di cinquanta opere[...]

[...] tra esse dobbiamo parlare di due opere che ci sono pervenute di recente, una è la scultura in stoffa e materiali di riciclo, che l’artista romana, Alba Montori, amica nostra carissima ha intitolato “Stupro”, vero e proprio manifesto politico di un eros autentico che esclude da sé ogni violenza sessuale, l’altra opera è di Renato Lipari  e si chiama “La mano amica”, una mano aperta che sul palmo tiene un pupazzetto itifallico, opera che allude alla masturbazione maschile già sin dal titolo che ricorda il famoso e repressivo detto “giuoco di mano giuoco di villano”

Se la prima di queste due ultime opere è dunque drammatica nella rappresentazione della negazione dell’eros attraverso l’impiego della violenza, l’altra invece è un divertissement dal carattere frivolo e giocoso, in quanto spogliato dai tanti sensi di colpa vissuti  nella pratica masturbatoria all’epoca di quando si era ragazzi.


Della scultura della Montori dobbiamo però aggiungere ancora qualcosa parlando della sua complessità, richiedendo l’artista per questa sua opera una particolare attenzione tale da consentire a tutti gli spettatori di vederla da diversi lati ma anche dal basso e dall’alto, cosa che per rendere ciò effettuabile abbiamo seguito le sue indicazioni sospendendola ad altezza d’uomo in aria in quanto fissata con un lungo filo al soffitto.






La complessità dell’opera è certamente legata alle varie sfaccettature del fenomeno, che si presta anche a delle interpretazioni reazionarie e queste non solo limitatamente al fatto che esso sarebbe provocato dalle donne con il loro abbigliamento succinto e provocante o alla costatazione che mitologicamente, storicamente e socialmente lo stupro è sempre esistito, si ricordino tra tutti gli esempi quelli di Pan che deflorava le ninfe nei boschi, al ratto delle sabine da parte dei Romani, alla cosiddetta “fuitina furziva” (non consenziente) addirittura considerata legittima nella nostra isola fino a decenni scorsi.

A queste obiezioni l’artista romana ha sempre così risposto: 

<< le mie opere sull’argomento parlano da sole, esse rappresentano uno scombussolamento dei corpi, reazioni certo scomposte alla violenza, che denotano essenzialmente anche il disordine, il caos mentale e non di certo l’armonia che in un rapporto non sadico dovrebbe invece prevalere tra i due o diversi soggetti anche plurimi, essendo io anche una passionaria della rivoluzione sessuale.>>

Piero Montana)