ARTE E CREATIVITA'

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giovedì, luglio 30, 2026

Nasce ed è operativo dall'1 agosto 2026 il Centro Aleister Crowley a Bagheria (Palermo)



Da sabato 1 agosto sarà operativo a Bagheria (Palermo) un Centro d’Arte e Cultura intitolato ad Aleister Crowley. 

Il Centro avrà sede non a casualmente nei locali del Museo dell’Eros, giacché il noto mago inglese è stato, dopo Pascal Beverly Randolph, Maria de Naglowska e Ida Craddock il più importante teorico e cultore della magia sexualis, che venne tra l’altro a praticare in Sicilia nella sua Abbazia di Thelema a Cefalù dal 1920 all’aprile del 1923, data quest’ultima della sua espulsione dal suolo italico per decreto di Mussolini.

Il Centro Aleister Crowley si avvale, oltre che di una mostra d’arte contemporanea in permanenza La magia nera nell’arte, ideata e realizzata da Piero Montana con la partecipazione degli artisti Filippo Bordonaro, Lorenzo Guzzo e Tommaso Serra, di  una assai fornita libreria esoterica, circa 2000 volumi, comprendente tutte le opere di e su Alester Crowley, pubblicate in Italia da qualificate case editrici (Astrolabio, Edizioni Mediterranee, ) e numerose pubblicazioni sulle varie branche delle così dette Scienze occulte.

Una parte considerevole di esse riguarda la magia nera e la stregoneria nella versione o meglio interpretazione che ce ne danno famosi demonologici, quali, ad esempio, Heinrich Krämer e Jakob Sprenger, (Il martello delle streghe) e Francesco Maria Guaccio (Compendium maleficarum).  In tale libreria non mancano poi i Classici dell’Occulto, dalla Filosofia occulta di Cornelio Enrico Agrippa, a tutte le opere di Elifas Levi, dal Il Tempio di Satana di Stanislas de Guaita, ad Iside svelata di Elena Petrovna Blavatsky, dalla La Scienza dei Magi di Giuliano Kremmerz agli importanti volumi di Iniziazione alla magia, a cura di Julius Evola e ancora a tutte le opere esoteriche di quest’ultimo autore, a cui si deve anche l’imprescindibile volume Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo.

Per quanto riguarda il settore arte, la libreria contiene numerose opere italiane e straniere su Jeronimus Bosch, cataloghi oggi introvabili delle opere di Salvatore Rosa, e quelli monumentali che Rizzoli e recentemente la Taschen hanno pubblicato rispettivamente sul-Le pitture nere alla Quinta Sordo e le Incisioni di Fransisco Goya. Infine in questo settore non mancano il pregiato volume L’arte magica di
André Breton, pubblicato da Adelphi e i cataloghi su Felicien Rops ed Alfred Kubin, provenienti rispettivamente dal Museo Rops in Belgio a da quello dell’Albertina aVienna.

Sempre di questa libreria, per concludere, fanno parte le diverse opere chel’ideatore di questo Centro Aleister Crowley, Piero Montana, ha da alcuni anni già pubblicato: Bagheria esoterica, La Villa dell’alchimia- Elementi alchemici ed esoterici di Villa Palagonia, Villa Palagonia Studio e Rivelazione dei simboli occulti, Magia ed eresia nell’opera erotica di Raniero Alliata di Pietratagliata Principe del
Sacro Romano Impero e Considerazioni filosofiche sulla pittura di Casimiro Piccolo, questi due ultimi volumi dedicati rispettivamente a due importanti occultisti palermitani, il principe Raniero Alliata di Pietratagliata e Casimiro Piccolo fotografo e pittore paracelsiano, fratello del più noto poeta Lucio Piccolo.   Libri questi di Montana che i visitatori del Centro potranno consultare e volendo anche acquistare insieme al libro-catalogo della mostra L’Estetica del Diavolo-La magia nera nell’arte, nella sua nuova edizione ampliata con l’aggiunta delle immagini di opere scabrose di Rops, mai pubblicate in Italia.

Tra le finalità del Centro Aleister Crowley vi é la promozione di attività artistico-culturali  (programmazione di mostre d’arte e pubblicazione di libri) riguardanti lo studio e l’interesse per l’intrinseco rapporto tra arte ed esoterismo, che solo in quest’ultimi tempi, a causa dell’ipertrofia della ragione, che caratterizza la mentalità razionalista, positivista e scientista dell’uomo moderno, dopo le prime salutari avanguardie storiche, Astrattismo e Surrealismo, è venuto del tutto a scemare.


La visita al Centro Aleister Crowley e alla sua mostra permanente La magia nera nell’arte è di 6 euro,
quella al Museo dell’Eros 4 euro, con visita guidata 7 euro.

La visita complessiva al Museo dell’Eros e al Centro Aleister Crowley è di euro 10.

Il Museo dell’Eros e il Centro Aleister Crowley in via Bernardo Mattarella n 64 a Bagheria (Palermo) si possono visitare tutti i giorni compresi i festivi dalle ore 17 alle 20 ma solo su appuntamento telefonando al 3886416109

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Ida Craddock è il più importante teorico e cultore della magia sexualis, che venne tra l’altro a praticare in Sicilia nella sua Abbazia di Thelema a Cefalù dal 1920 all’aprile del 1923, data quest’ultima della sua espulsione dal suolo italico per decreto di Mussolini.

Il Centro Aleister Crowley si avvale, oltre che di una mostra in permanenza La magia nera nell’arte, ideata e realizzata da Piero Montana con la partecipazione degli artisti Filippo Bordonaro, Lorenzo Guzzo e Tommaso Serra, di una assai fornita libreria esoterica, circa 2000 volumi, comprendente tutte le opere di e su Alesteir Crowley, pubblicate in Italia da qualificate case editrici (Astrolabio, Edizioni Mediterranee, ) e numerose pubblicazioni sulle varie branche delle così dette Scienze occulte.

Una parte considerevole di esse riguarda la magia nera e la stregoneria nella versione o meglio interpretazione che ce ne danno famosi demonologici, quali, ad esempio, Heinrich Krämer, Jakob Sprenger, (Il martello delle streghe) e Francesco Maria Guaccio (Compendium maleficarum).
In tale libreria non mancano poi i Classici dell’Occulto, dalla Filosofia occulta di Cornelio Enrico Agrippa, a tutte le opere di Elifas Levi, dal Il Tempio di Satana di Stanislas de Guaita, ad Iside svelata di i Helena Petrovna Blavatsky, dal La Scienza dei Magi di Giuliano Kremmerz agli importanti volumi di Iniziazione alla magia, a cura di Julius Evola e ancora a tutte le opere esoteriche di quest’ultimo, a cui si deve anche l’imprescindibile volume Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo.

Per quanto riguarda il settore arte, la libreria contiene numerose opere italiane e straniere su Jeronimus Bosch, cataloghi oggi introvabili delle opere di Salvatore Rosa, e quelli monumentali che Rizzoli e recentemente la Taschen hanno pubblicato rispettivamente sul- del Le pitture nere alla Quinta Sordo e le Incisioni di Fransisco Goya. Infine in questo settore non mancano il pregiato volume L’arte magica di André Breton, pubblicato da Adelphi e i cataloghi su Felicien Rops ed Alfred Kubin, provenienti rispettivamente dal Museo Rops in Belgio a da quello dell’Albertina a Vienna.

Sempre di questa libreria, per concludere, fanno parte le diverse opere che l’ideatore di questo Centro Aleister Crowley, Piero Montana, ha pubblicato: Bagheria esoterica, La Villa dell’alchimia- Elementi alchemici ed esoterici di Villa Palagonia, Villa Palagonia Studio e Rivelazione dei simboli occulti, Magia ed eresia nell’opera erotica di Raniero Alliata di Pietratagliata Principe del Sacro Romano Impero e Considerazioni filosofiche sulla pittura di Casimiro Piccolo, questi due ultimi volumi dedicati rispettivamente a due importanti occultisti palermitani, il principe Raniero Alliata di Pietratagliata e Casimiro Piccolo fotografo e pittore paracelsiano, fratello del più noto poeta Lucio Piccolo.

Libri questi di Montana che i visitatori del Centro potranno acquistare insieme al libro-catalogo della mostra L’Estetica del Diavolo-La magia nera nell’arte, nella sua nuova edizione ampliata con l’aggiunta delle immagini di opere scabrose di Rops, mai pubblicate in Italia.

Tra le finalità del Centro Aleister Crowley vi é la promozione di attività artistico-culturali (programmazione di mostre d’arte e pubblicazione di libri) riguardanti l’interesse per l’intrinseco rapporto tra arte ed esoterismo, che in quest’ultimi tempi, a causa dell’ipertrofia della ragione, che caratterizza la mentalità dell’uomo moderno, dopo le prime avanguardie storiche, Astrattismo e Surrealismo, è venuto del tutto a scemare.

La visita al Centro Aleister Crowley e alla sua mostra permanente La magia nera nell’arte è di 6 euro,
quella al Museo dell’Eros 4 euro, con visita guidata 7 euro. 

La visita complessiva al Museo dell’Eros e al Centro Aleister Crowley è di euro 10.


Il Museo dell’Eros e il Centro Aleister Crowley in via Bernardo Mattarella n 64 a Bagheria (Palermo) si possono visitare tutti i giorni compresi i festivi dalle ore 17 alle  20 ma solo su appuntamento telefonando  al numero  388 641 6109.

Piero Montana

Centro d’Arte e Cultura Aleister Crowley
Museo dell’Eros

Bagheria (Palermo)

Cell. 3886416109

mercoledì, maggio 27, 2026

ALLA GRANDE BESTIA 666 La magia nera nell'arte al Museo dell'Eros a Bagheria da sabato 27 giugno

 





Sabato 27 giugno Piero Montana presenta le sue incursioni dell'arte nei territori proibiti e mai esplorati della magia nera e della stregoneria.

La sua mostra, Alla Grande Bestia 666 Alias Aleister Crowley- La magia nera nell'arte, con la partecipazione degli artisti Filippo Bordonaro, Lorenzo Guzzo, Tommaso Serra é senz'altro un evento culturale inedito, ispirato dai versi di Baudelaire:

"Plonger au fond du gouffre Enfer ou Ciel qu'importe?

Au fond de l'Inconnu pour trouver du nouveau!"

(Immergersi nel fondo dell'abisso Inferno o Cielo che importa?

 Nel fondo dell'Ignoto per trovare del nuovo!)

Per i giornalisti la mostra potrà essere vista giorno 25 giugno alle ore 10,30. nel locali del Museo dell'Eros a Bagheria.


Piero Montana 

Cell. 3886416109

giovedì, maggio 14, 2026

OmoGirando Albano Laziale : da Villa Ferrajoli alle Catacombe di San Senatore (Domenica 24 maggio p.v.)

 

‍Carissimɜ OmoGiranti

 

Domenica 24 maggio ai Castelli Romani è stata organizzata la visita OmoGirando Albano Laziale 2, da Villa Ferrajoli alle Catacombe di San Senatore


Torniamo ad Albano Laziale per una seconda passeggiata, che questa volta comprenderà il Rione La Stella. Partendo dal museo toccheremo alcuni monumenti più o meno famosi, come il recentemente restaurato Sepolcro degli Orazi e dei Curiazi, e termineremo il nostro tour esplorando le catacombe di San Senatore. Nella nostra passeggiata parleremo anche di un personaggio che in un momento storico impesabile travalicò i confini di genere pur di seguire le proprie aspirazioni! 


Raccomandiamo di leggere accuratamente le norme di partecipazione nel sito.


INFO E PRENOTAZIONI

https://omogirando.jimdofree.com/le-prossime-uscite/

 

venerdì, marzo 28, 2025

Proroga fino al 26 aprile della mostra Il blu del cielo- La trasfigurazione della materia nell'arte

 



La mostra d’arte contemporanea

  Il blu del cielo-La trasfigurazione della materia nell’arte

in esposizione nei locali del Centro d’Arte e Cultura “Piero Montana”

siti in via Bernardo Mattarella N° 64 a Bagheria (Palermo), 

e comprendente opere di nove artisti, 

Carmela Corsitto, Marco Danese, Juan Esperanza, Cinzia Farina, Michele

Lambo, Giuseppina Riggi, Marisa Sapienza, Fabio Sciortino, Nuccio Squillaci

viene prorogata fino al 26 aprile.


Nel suo finissage il prof. Tommaso Romano presenterà il libro di Piero Montana

Saggio sulla trasfigurazione della materia nell’arte.

Con questo suo nuovo lavoro l’autore si propone di dare una visione dell’arte alternativa 

ossia del tutto aliena allo spirito del tempo.

Nel far ciò indirizza pertanto la sua riflessione sull’opera di filosofi spiritualisti e

pensatori della tradizione, quali Pavel Florenskij, Hans Sedlmayr, Ananda

Coomaraswamy ed Elémire Zolla, che in diverse loro opere si sono occupati d’arte.

Ma una tale riflessione porta pure Montana a ricercare le origini dell’arte nel recinto

del sacro. Essa infatti non è nata affatto per un suo utilizzo profano, che è solo quello 

in cui la modernità ha finito per destinarla.

Di tali origini l’autore del libro porta a testimonianza quello che mai i teorici

moderni dell’arte hanno menzionato, l’Asclepio di Ermete Trismegisto e Il libro delle

sette statue, opera del tutto obliata di Apollonio di Tiana.

Nella perdita del Centro, che per Hegel era Dio, e che viene a caratterizzare i tempi

moderni, la desacralizzazione del mondo non può che comportare oggi anche la

perdita di quell’elemento spirituale, che da sempre pure era insito nell’arte.

Se l’arte per Hegel muore, è perché di tale elemento la modernità fa volentieri a

meno, finendo così per avviarla nel suo attuale processo di reificazione.


 Questa tesi tuttavia per Montana non è condivisibile, perché la perdita di Centro

non è la morte della Luce o dello Spirito, ma una loro decentralizzazione ai margini,

da cui una tale luce spirituale, insita certo anche nelle opere d’arte, continua oggi ad

essere irradiata.

A dimostrazione di ciò, in questo suo libro l’autore viene a soffermarsi sui lavori

degli artisti presenti in questa mostra, ideata per essere da supporto ad una

concezione spirituale dell’arte, che si oppone paradossalmente anche al nichilismo

di quanti in passato l’hanno voluta e nel presente continuano a darla per spacciata.


La mostra  Il blu del cielo-La trasfigurazione della materia nell’arte potrà essere

visitata tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 17 alle ore 20.


CENTRO D’ARTE E CULTURA “PIERO MONTANA”

BAGHERIA

CELL. 3886416109

Email: montana.piero@libero.it

giovedì, dicembre 05, 2024

INVITO MOSTRA "DI TRATTO IN TRATTO" - sabato 7 dicembre ore 17.30


 


“DI TRATTO IN TRATTO”

Mostra tri-personale di incisioni

Romeo Celardi - Laura Rago - Eleonora Vetromile

dal 7 al 20 dicembre 2024

Inaugurazione: sabato 7 dicembre 2024 ore 17.30

Libreria Eli – viale Somalia, 50/a – 00199 Roma

Orari d’apertura: 10-13 e 16-19.30



martedì, dicembre 03, 2024

OmoGirando il Museo Ostiense e il Castello di Giulio II (Sabato 7 dicembre, ore 9:00)

 Sabato 7 dicembre a Roma ci sarà la visita guidata LGBTQIA friendly OmoGirando il Museo Ostiense e il Castello di Giulio II! 

Sapevate che il museo di Ostia Antica si è completamente rinnovato ed ampliato con nuove sale e reperti da decenni rimasti nascosti nei magazzini? Lo esploreremo insieme, mettendo da parte per una volta la visita alle rovine. E poi, torneremo al Borgo di Ostia Antica, a visitare Sant’Aurea, il Salone Riario e il Castello di Giulio II!

Raccomandiamo di leggere accuratamente le norme di partecipazione nel sito.

INFO E PRENOTAZIONI

https://omogirando.jimdo.com/le-prossime-uscite/



giovedì, novembre 14, 2024

dal 13 novembre 2024 “Marina Apollonio. Oltre il Cerchio”: l’imperdibile mostra della Peggy Guggenheim Collection

Fino al 3 marzo 2025, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita la prima retrospettiva in Italia di stampo museale dedicata a Marina Apollonio. La mostra, curata da Marianna Gelussi, è un inno all’eleganza e all’eros del cerchio.


Marina Apollonio. Oltre il cerchio / Marina Apollonio: Beyond the Circle, Peggy Guggenheim Collection, 
12.10.2024 – 03.03.2025 © Photo Matteo De Fina

Per Vasilij Kandinskij, il cerchio era «la forma più umile, eppure drasticamente affermativa» e «una tensione che reca in sé tensioni innumerevoli». Picasso, poi, di questa forma semplice, vedeva tutta la primordialità, l’essenzialità, quando affermava: «Per quanto io lavori, arrivo sempre a un cerchio».
Questo aspetto sublime della forma primaria viene ben compreso —e trasmesso— dall’opera di Marina Apollonio (classe 1940), a cui la Collezione Peggy Guggenheim dedica in questi mesi una raffinata esposizione, tracciandone la traiettoria artistica fino ai giorni nostri.


Marina Apollonio. Oltre il cerchio / Marina Apollonio: Beyond the Circle, Peggy Guggenheim Collection, 12.10.2024 – 03.03.2025 © Photo Matteo De Fina

Triestina di origine, ma cresciuta a Venezia, Marina Apollonio è —meritatamente— una delle figure primarie dell’avanguardia optical internazionale: una forza inarrestabile che dal 1963 ad oggi ha condotto una ricerca rigorosa e imprescindibile.
Vicina ad un giovane Germano Celant e in contatto con gli artisti dell’Arte Programmata, del Gruppo N e del Gruppo T, l’Apollonio era amata e apprezzata anche dalla stessa Peggy Guggenheim che ne notò il talento già nel 1968, in occasione di una personale presso la Galleria Barozzi di Venezia.

Nello stesso anno, la collezionista le commissionerà Rilievo n.505, un lavoro in cui ordinati intrecci di alluminio nascondono il verde fluorescente della tavola, andando così a creare un delicato gioco tra struttura e pittura, ulteriormente amplificato dal movimento dello spettatore. L’opera è oggi esposta accanto alla sua “gemella” di un rosso acceso, che, per la Guggenheim, andava a toccare troppo da vicino, troppo intensamente, la ferita aperta dalla prematura morte della figlia Pageen Vail.


Marina Apollonio. Oltre il cerchio / Marina Apollonio: Beyond the Circle, Peggy Guggenheim Collection, 12.10.2024 – 03.03.2025 © Photo Matteo De Fina

Questi lavori si inseriscono in un ricco percorso espositivo, tra acrilici, cartoni, lavori installativi, opere in tessuto e persino un vinile, nato dalla collaborazione dell’artista con il compositore Guglielmo Bottin. La costante è però sempre la purezza della forma geometrica, che per l’Apollonio —da sempre interessata all’architettura, alla matematica e alla programmazione— non è mai costrizione, ma, piuttosto, uno spazio di attivazione e di possibilità. La sua ricerca, come ben evidenza la curatrice Marianna Gelussi nel catalogo della mostra, è «attrazione magnetica, pulsione, una sorta di eros di cui è partecipe colui che guarda».

In particolare, a prendere vita nelle sue opere è, come già menzionato, il cerchio. Esso diventa una forma in movimento, che palpita attivamente nell’occhio dello spettatore, contraendosi ed espandendosi all’infinito.


Marina Apollonio, Dinamica circolare, 1965, Acrilico su tela / Acrylic on canvas 90 x 90 cm, Museo Umbro Apollonio, San Martino di Lupari (Padova / Padua) © Marina Apollonio

Le sue ormai celebri Dinamiche circolari, il cui impatto percettivo viene amplificato dalla rotazione meccanica o manuale, sono di ciò un esempio lampante. Esse sono infatti da intendersi quasi come sfondamenti della bidimensionalità del quadro: sono anelli concentrici che ipnotizzano chi li guarda e spingono il cerchio oltre la superficie del dipinto stesso.
Tra i tanti esempi di questa serie presentati in mostra, colpisce particolarmente il lavoro Nastro N (1968), in cui il diverso spessore della linea amplifica il senso di vertigine provato da chi guarda, mentre il tratto dell’artista diventa un nastro spesso che si dipana sullo sfondo nero.


Marina Apollonio. Oltre il cerchio / Marina Apollonio: Beyond the Circle, Peggy Guggenheim Collection, 12.10.2024 – 03.03.2025 © Photo Matteo De Fina

Quest’opera ci introduce anche ad un altro elemento chiave del lavoro dell’Apollonio, ovvero la sua predilezione per il bianco e per il nero: due estremi —o meglio, due assoluti— che donano agli anelli dell’artista una logica polare.

Nonostante ciò, Marina non si vieta categoricamente il colore e, quando lo usa, è sempre di una sfumatura accesa, intensa, che squarcia il candore dei suoi lavori, come nel caso dei Rilievi circolari a diffusione cromatica, iniziati a partire dal 1971. Si tratta nuovamente di circonferenze, ma questa volta intagliate su un supporto di plastica bianca e poi dipinte nelle scalanuture così create. Camminando vicino a questi lavori, lo spettatore va dunque a “scoprire” i giochi di colore nascosti negli intagli, in un riverbero di sfumature fluorescenti.


Marina Apollonio. Oltre il cerchio / Marina Apollonio: Beyond the Circle, Peggy Guggenheim Collection, 12.10.2024 – 03.03.2025 © Photo Matteo De Fina

Queste creazioni sono anche un’ulteriore dimostrazione di come l’artista non abbia mai smesso di sperimentare e di come, nel cerchio, non sia mai rimasta rinchiusa. Lo dimostra anche il lavoro più recente presentato in mostra, realizzato appositamente per l’occasione: Entrare nell’opera (2024). Qui l’Apollonio sperimenta per la prima volta con le proiezioni, creando un ambiente avvolgente che permette allo spettatore di immergersi, questa volta fisicamente, nella sua ossessione. Di questa ossessione, poi, diventiamo parte integrante e, mentre il bianco e il nero dell’Apollonio si rincorrono sui nostri volti, tornano alla mente le sue parole: «Noi dobbiamo vivere, respirare e sentirci espandere nell’arte».


Marina Apollonio. Oltre il cerchio / Marina Apollonio: Beyond the Circle, Peggy Guggenheim Collection, 12.10.2024 – 03.03.2025 © Photo Matteo De Fina
di  da Exibart 

lunedì, aprile 15, 2024

OmoGirando i mitrei di Ostia Antica il 21 aprile prox

  Domenica 21 aprile, in concomitanza con il Natale di Roma, ci sarà la visita guidata LGBTQIA Friendly OmoGirando i mitrei di Ostia Antica!

Una mattinata ad Ostia Antica per un itinerario più breve, ma molto specifico e particolare!

L’intera visita sarà incentrata sul mitraismo

Scoveremo tutti o quasi i mitrei ostiensi, anche quelli dove normalmente non si arriva mai, andando a scoprire gli elementi specifici che di volta in volta fanno suggerito agli archeologi aspetti inediti del mitraismo e delle sue perdute ritualità.



Raccomandiamo di leggere accuratamente le norme di partecipazione nel sito.

INFO E PRENOTAZIONI
https://omogirando.jimdo.com/le-prossime-uscite/

lunedì, marzo 04, 2024

OmoGirando il Palazzo Chigi Albani e la mostra Viaggio nell'Inconsueto (domenica 10 marzo, ore 10:30)

Domenica 10 marzo a Soriano nel Cimino ci sarà la visita guidata LGBTQIA Friendly OmoGirando il Palazzo Chigi Albani e la mostra Viaggio nell’Inconsueto!

Con alcunɜ di voi qualche anno fa siamo andatɜ a Soriano nel Cimino e abbiamo visitato solo esteriormente il Palazzo Chigi Albani, capolavoro del Cinquecento laziale a lungo abbandonato e dimenticato. I restauri del grandioso palazzo intanto sono andati avanti...

Finalmente gran parte del Palazzo Chigi Albani di Soriano nel Cimino apre i suoi battenti al pubblico!
Oltre alla famosa balconata con la fontana di Papacqua, sarà possibile visitare anche i Giardini Superiori e il pian terreno.
Esploreremo la pinacoteca, l’esposizione permanente delle foto scattate da Pedriali a Pier Paolo Pasolini a Chia, e la mostra Viaggio nell’Inconsueto, dove artisti contemporanei si confrontano con il tema del bizzarro nell’arte ispirati dalle sculture madruzziane di Papacqua e da quelle del Sacro Bosco orsiniano della vicina Bomarzo.

Raccomandiamo di leggere accuratamente le norme di partecipazione nel sito.


INFO E PRENOTAZIONI
https://omogirando.jimdo.com/le-prossime-uscite/
 


giovedì, febbraio 15, 2024

IL CUORE HA LE SUE RAGIONI CHE LA RAGIONE NON CONOSCE - sculture di Lillo Giuliana dal 24 febbraio 2024 al Centro d'Arte e Cultura "Piero Montana"

 



24 febbraio alle ore 17,30 nei locali del Centro d'Arte e Cultura "Piero Montana" sarà inaugurata la mostra di scultura di Lillo Giuliana dal titolo "Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce".

Il titolo richiama volutamente un assai noto pensiero del mistico filosofo francese, Blaise Pascal, in quanto l'opera di Giuliana non è altro che un'espressione di rivolta contro il dogmatismo concettuale, che ha imperato in alcune tendenze della più recente arte d'avanguardia. Richiamandosi a Pascal il nostro artista fa proprio un pensiero che vuole attuarsi nell'equilibrio tra l'esprit de finesse e l'esprit de geometrie, in parole povere nell'equilibrio tra l'intuizione e il rigore della meditazione. Le sculture di Giuliana tendono pertanto a scardinare ogni impianto concettuale di un'opera fondata esclusivamente sulle idee, sul pensiero e soprattutto sul suo meccanismo logico-semiotico. Quel che al contrario mette in giuoco Giuliana nelle sue sculture é l'irruzione di un quid assai intimo e personale. E' l'irruzione del sentimento e dell'emozione che prende il sopravvento su idee astratte e teoriche, su quell'aspetto prettamente mentale, che da Duchamp in poi fino ad arrivare a Kosuth e ai suoi tanti epigoni, é stato a tal punto privilegiato da convincerli di eliminare dalle loro "opere" l'elemento estetico.

Giuliana in rivolta contro gli artisti concettuali fa invece dell'elemento estetico, da intendere non solo come elemento formale ma anche nel suo originario significato greco, quello del sentire, il fulcro della realizzazione dell'opera.

Quest'opera per il nostro artista ha origine non dalla sua testa, dalla sua mente bensì dal suo cuore.

E' l'emozione, il sentimento, è la nostalgia di un tempo delle origini, del tempo felice e spensierato dell'infanzia che trova piena espressione nel luduspuerorum (nel giuoco dei fanciulli), che viene a dare forma alle sculture di Giuliana, invenzioni frutto della sua immaginazione creatrice, di un immaginario essenzialmente poetico. Un immaginario che vola alto pur concretizzandosi in un equilibrio formale di volumi artisticamente realizzati e che danno vita alle sue sculture.

 

CENTRO D’ARTE E C ULTURA “PIERO MONTANA”










IL CUORE 

HA LE SUE RAGIONI

 CHE LA RAGIONE 

NON CONOSCE

Pascal


Dal 1965 al 1980, come si sa, abbiamo assistito a una intensa produzione dell’arte concettuale, di un’arte fondata esclusivamente sulle idee, sul pensiero e sul suo meccanismo logico-semiotico.

Quest’arte si presentava come ultima espressione di un’avanguardia, che già con il dadaismo aveva dichiarato guerra alla tradizione, con l’abolizione di ogni accademismo e di un mestiere che gli artisti del passato mostravano di padroneggiare egregiamente nella realizzazione delle loro opere.

L’arte concettuale si presentava allora come l’ultimo prodotto della modernità in netto contrasto con la tradizione, che di certo, da quel che ci ha lasciato in eredità, oltre la ricerca formale della perfezione artistica spesso conseguita nelle opere d’arte, mostrava orizzonti culturali più ampi e soprattutto estesi al Mondo del Sacro e dello Spirito. 

L’ arte concettuale che di certo deve molto a Duchamp, che finì nella sua arte per rifiutare il piacere estetico, il piacere dato dal godimento dell’occhio, della vista, finendo per privilegiare invece solo il mentale, quest’arte, dicevamo, non era allora che l’ultimo prodotto della modernità, che ancora oggi poggia le sue fondamenta solo sulla realtà visibile del mondo esteriore, materiale, che René Guénon, famoso pensatore del tradizionalismo integrale, definisce come il regno della quantità, il regno della sola manifestazione oggettiva della realtà materiale, che la filosofia scolastica definiva sostanza in contrapposizione alla forma da intendere in senso aristotelico, in contrapposizione dunque all’essenza, alla qualità. Essenza e qualità, che stanno all’origine del nostro mondo fisico, ma che hanno il loro principio al di là di esso, in un mondo altro, oltre la realtà visibile del fisico, in un mondo allora per l’appunto metafisico.

Questi due mondi, il fisico e il metafisico, per un grande pensatore russo del 900, Pavel Florenskij perseguitato dal regime comunista, sono costituiti dal Visibile e dall’Invisibile. Infatti in uno dei suoi libri più celebri, Le porti regali, che è un saggio sulle icone russe, Florenskij sostiene che la vera importanza dell’arte consiste nel potere che essa detiene nello squarciare il velo del visibile per farci penetrare in una realtà altra che non è di qua giù.

La vera opera d’arte s’ammanta pertanto di un’aura, che non è altro che la manifestazione della trascendenza, manifestazione dunque di un altro mondo, il mondo del non manifesto, dell’Invisibile.

La mentalità moderna, in quanto fondata sul regno dell’oggettività materiale, che padroneggia servendosi strumentalmente del pensiero razionale fornitole dalla logica,  ha bandito dal suo campo di osservazione la sfera del trascendente e della metafisica, finendo per esercitare una grande influenza anche nel campo dell’arte con conseguenze, che non possiamo non definire nefaste, giacché ha attuato un’operazione inconcepibile nel mondo tradizionale proprio del nostro passato, quella di eliminare cioè  dal suo contesto culturale, comprendente anche quello artistico, ogni manifestazione o semplice riferimento al trascendente, a quella qualità, che per René Guénon, ha per contenuti la forma, intesa da Aristotile, come essenza, come anima o mondo interiore contrapposto al mondo esteriore della realtà che, percepita dai sensi, viene poi elaborata ed indagata dalla logica del pensiero razionale.

E’ proprio la razionalità del pensiero che viene messa in atto da un meccanismo logico-semiotico a divenire espressione culturale assai significativa nel nostro tempo. Espressione questa che l’arte concettuale ha inteso affermare anche in campo estetico, mettendo da parte quel che da sempre costituiva l’interesse maggiore per essa: la perfezione, la sua bellezza e soprattutto il suo mistero, la sua indecifrabilità, finendo dunque per mettere da parte la sua immaginifica aura, che traspariva dalla realizzazione delle sue opere più sublimi.

Abbiamo parlato dell’arte concettuale perché quella di uno scultore, di cui veniamo ad occuparci, è un’arte che sta da un’altra parte e precisamente all’opposto di quella concettuale.

Quest’arte è quella scultorea di Lillo Giuliana, che bandisce dalle sue opere proprio il procedimento logico-semiotico del pensiero razionale, elaborato grazie all’uso strumentale dei segni di cui si finisce per privilegiare in maniera predominante solo la parte costituita dai significati con l’esclusione dei significanti che stanno a fondamento di ogni linguaggio.

L’opera di Giuliana va anzitutto attenzionata per la dimensione davvero molto personale che presentano le sue sculture realizzate in un equilibrio dei volumi ordinati su un piano in cui l’aspetto ludico è la parte essenziale. Un ludico che fa spesso riferimento alle semplici invenzioni della nostra infanzia. Invenzioni dunque suggerite all’artista da un immaginario essenzialmente poetico e creativo nonché dal sentimento e dalla nostalgia di un tempo felice e spensierato proprio dell’età dell’innocenza più che da pensieri e formulazione di idee prettamente logiche e concettuali. Idee queste che non vengono neppure espresse nella realizzazione delle installazioni in cui il nostro scultore si serve delle lettere dell’ordine alfabetico.

Infatti queste lettere nell’opera che ha per titolo “Ogni cosa a suo posto” sono disposte a caso, essendo esse non finalizzate all’uso strumentale della comunicazione discorsiva, dunque situate in modo tale che nel loro insieme non possano presentare alcun significato.

Queste lettere infatti di diverso colore e dimensione vogliono forse formare una sorta di alchimia del verbo, un’alchimia delle vocali e delle consonanti, come solo Rimbaud poteva formulare in una sua famosa poesia. Di certo Giuliana in questa sua opera vuole però mantenersi esclusivamente nel piano formale dell’invenzione linguistica espressa in un giuoco partorito dalla fantasia, senza dunque alcuna pretesa di comunicare un messaggio comprensibile dal nostro intelletto. Questa disseminazione casuale di lettere nello spazio non ha, dicevamo, alcun significato, essendo esse nel loro assemblaggio solo elementi compositivi di un’opera aperta senza alcuna griglia semantica alla base, volendo offrirsi così a una molteplicità di letture, di interpretazioni critiche. In questo l’opera “Ogni cosa a suo posto” già nel titolo paradossalmente indica un ordine nel disordine, un ordinamento tuttavia dei suoi elementi compositivi esistente di certo fuori dalle nostre categorie di pensiero, dunque esistente sul piano della immaginazione creatrice.

 Quest’opera, questa installazione di lettere disposte spazialmente a caso, in un certo modo allora ci rinvia alla scrittura asemica, cioè proprio a una scrittura che, volutamente priva di significato, nel vuoto semantico aperto dalla sua assenza, si apre alla presenza di tutti i sensi, di tutti i significati che una lettura critica può e deve attribuirle.

Ma al di là di questo, chiamiamolo, giuoco tra presenza-assenza nell’opera scultorea di Giuliana, davvero molto importante ci sembra l’equilibrio, che il nostro artista realizza nei suoi lavori, tra “l’esprit de geometrie” e “l’esprit de finesse”, punti questi fondamentali del pensiero di Pascal. Il filosofo e mistico francese riteneva infatti che nell’uomo comune ma anche e soprattutto nell’artista fosse insita una componente geometrica, atta a misurare la realtà per meglio comprenderla, ma anche qualcosa di meno strumentale rispetto alla misurabilità. Questo qualcosa Pascal lo definiva per l’appunto come espressione dell’”esprit de finesse”, che chiamava anche cuore.

Con questa distinzione fondamentale tra “esprit de geometrie” ed “esprit de finesse” il nostro filosofo e mistico intendeva affermare che l’uomo ha due possibilità per giungere alla verità essenziale. Queste due possibilità che conducono al vero sono date da due vie, la via geometrica propria della misurabilità razionale, che si manifesta nella ragione e la via intuitiva, cioè la capacità di giungere all’essenziale e che ha la sua sede nel cuore. 

Per Pascal le cose che più contano nella vita non si colgono con la ragione bensì con il cuore. Il cuore sede del sentimento e dell’intuizione è perciò superiore alla ragione.

I procedimenti logici e razionali per il nostro mistico filosofo non risolvono i veri problemi dell’uomo. L’eterogeneità fra ragione e cuore è espressa in un assai noto pensiero pascaliano, da cui abbiamo tratto il titolo del testo scritto per presentare l’opera scultorea di Giuliana: “Il cuore ha le sue ragioni che la 

 ragione non conosce”.

Infatti per noi la peculiarità essenziale dell’opera del nostro scultore è costituita dall’espressione del sentimento e dell’intuizione che porta all’invenzione creativa piuttosto che a delle realizzazioni artistiche suggerite dalla ragione e dallo spirito geometrico. Però dobbiamo anche dire che nelle opere del nostro scultore lo spirito geometrico non è del tutto assente, essendo una componente non trascurabile di esse. Infatti la scultura di Giuliana si caratterizza proprio per un giuoco formale in cui fondamentale è l’equilibrio tra “esprit de geometrie” ed “esprit de finesse”.

In questo giuoco, che non è altro che un divertimento del nostro artista nel contesto di una equilibrata realizzazione plastica dell’opera, va infatti pure ricercata l’essenza di un linguaggio essenzialmente poetico espresso nelle soluzioni compositive, che vengono ad essere realizzate grazie all’intuizione ed alle invenzioni di una immaginazione creatrice, congeniale all’indole di un autentico artista, ma anche di un uomo che nella nostalgia dell’età felice e spensierata dell’innocenza, viene a realizzare opere ispirate a un Eden, da cui l’inesorabilità del trascorrere veloce del tempo assai presto trae fuori.

Piero Montana


venerdì, febbraio 02, 2024

OmoGirando il Lazio a febbraio



OmoGirando la catacomba ebraica

Domenica 11 febbraio a Roma ci sarà la visita guidata LGBTQIA+ friendly OmoGirando la catacomba ebraica di Vigna Randanini!

 

Questa volta vi proponiamo un'apertura straordinaria, fuori dai normali circuiti turistici! Vigna Randanini è un appezzamento di terreno tra l'Appia e la Pignatelli che nasconde un tesoro sotterraneo poco conosciuto: le catacombe ebraiche! A Roma sono pochissime le catabombe relative alla comunità ebraica delle origini, che presentano peculiarità e problematicità non del tutto comprese dagli archeologi. Esploriamo insieme i due livelli di questo ipogeo illuminati solo dalle nostre torce.

 

OmoGirando Vigna Randanini

Appuntamento: Domenica 11 febbraio alle ore 14:30 a San Sebastiano (vi daremo indicazioni)

 

Massimo 15 persone.

 

Costi: contributo guida + apertura catacomba € 20,00 

 

Difficoltà visita: LEGGERMENTE IMPEGNATIVA

 

Prenotazioni obbligatorie entro il 10 febbraio, salvo esaurimento posti.

 

 

Note:

●  Visita sconsigliata per chi soffre di claustrofobia

●  Venire muniti di la torcia elettrica.

●  L'Appia è servita dai bus 118 o 218.

●  Consigliati abiti sporcabili e macchina fotografica.



Ospedale di Santa Maira in Cappella

Domenica 25 febbraio a Roma ci sarà la visita guidata LGBTQIA Friendly OmoGirando il complesso di Santa Maria in Cappella!

 

Dopo tanti anni torniamo nel cuore medievale e rinascimentale di Trastevere, alla chiesetta di Santa Maria in Cappella e ai suoi edifici annessi. Scopriremo storie che sanno di antichi porti, di ospedali, di reliquie e di giardini segreti!

Santa Maria in Cappella

 

Appuntamento: Domenica 25 febbraio alle ore 11:00 a Santa Maria in Cappella (vi daremo indicazioni)

 

Massimo 35 persone.

 

Costi: contributo guida (con radioguide) € 12,00 (gratis per bambini fino a 12 anni) + ingresso museo € 5,00 

 

Difficoltà visita: FACILE

 

Prenotazioni obbligatorie entro il 24 febbraio, salvo esaurimento posti. 

 

Note:

●  ●  Il complesso è raggiungibile con gli autobus linee 23, 44 e 280 e con i tram linee 3 ed 8.

●  La visita terminerà circa alle 13:00.

●  Consigliate scarpe comode e macchina fotografica!

 

Per partecipare contattare Vincenzo      cell +39 3393224349    email info@omogirando.it