ARTE E CREATIVITA'

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giovedì, maggio 14, 2026

OmoGirando Albano Laziale : da Villa Ferrajoli alle Catacombe di San Senatore (Domenica 24 maggio p.v.)

 

‍Carissimɜ OmoGiranti

 

Domenica 24 maggio ai Castelli Romani è stata organizzata la visita OmoGirando Albano Laziale 2, da Villa Ferrajoli alle Catacombe di San Senatore


Torniamo ad Albano Laziale per una seconda passeggiata, che questa volta comprenderà il Rione La Stella. Partendo dal museo toccheremo alcuni monumenti più o meno famosi, come il recentemente restaurato Sepolcro degli Orazi e dei Curiazi, e termineremo il nostro tour esplorando le catacombe di San Senatore. Nella nostra passeggiata parleremo anche di un personaggio che in un momento storico impesabile travalicò i confini di genere pur di seguire le proprie aspirazioni! 


Raccomandiamo di leggere accuratamente le norme di partecipazione nel sito.


INFO E PRENOTAZIONI

https://omogirando.jimdofree.com/le-prossime-uscite/

 

martedì, settembre 23, 2025

Profumo




 L’unico profumo romano intatto giunto sino a noi è conservato a Torino, nel Museo di Antichità, oggi parte dei Musei Reali. 

 E' un piccolo, raffinatissimo unguentario in vetro soffiato a forma di colomba di circa 20 centimetri di lunghezza. Ritrovato in uno scavo a Rovasenda, in provincia di Vercelli, è databile alla metà del I secolo d.C.  In questo contenitore per balsami e sostanze odorose ancora sigillato si conserva, intatto, un liquido trasparente: un unicum nel panorama della vetraria romana.

Per poter utilizzarne il contenuto era necessario spezzare la coda, proprio come una moderna ampolla monodose: questo esemplare è l’unico ancora sigillato che si conosca, ed è colmo per metà da un liquido limpido che presenta un lieve sedimento rosato depositato sul fondo e, in parte, sulla testina della colomba.
L’oggetto è stato realizzato in vetro, a soffiatura libera, tecnica sviluppatasi in ambito siro-palestinese verso la metà del I secolo a.C., diffusa rapidamente all’intero bacino mediterraneo. 

Dopo l’introduzione del liquido, l’artigiano riscaldava nuovamente la parte terminale, quella che evoca la sottile coda del “volatile”, poi la sigillava a caldo per mantenere il contenuto integro il più a lungo possibile.

I profumi più apprezzati dell’antichità erano a base di mirra, calamo aromatico, giunco profumato, galbano, miele e vino.